REDDITO ENERGETICO E COMUNITA’ RINNOVABILI

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 MANUALI TECNICI

REDDITO ENERGETICO E COMUNITA’ RINNOVABILI

Questi due argomenti rappresentano le due facce della “democratizzazione energetica” in Italia per il 2026. Sebbene entrambi puntino al risparmio, funzionano in modo opposto: uno è un aiuto individuale (per chi ha meno risorse), l’altro è un progetto collettivo (per tutti).

Reddito Energetico Nazionale 2026

Il Reddito Energetico è un fondo perduto totale. Lo Stato paga l’intero impianto fotovoltaico a famiglie che non potrebbero permetterselo, a patto che l’energia prodotta in eccesso venga ceduta gratuitamente al GSE.

Requisiti ISEE e Accesso

Per il 2026, i criteri per presentare domanda sono molto stringenti:

  • ISEE inferiore a 15.000 €.

  • ISEE inferiore a 30.000 € per famiglie con almeno 4 figli a carico.

  • L’impianto deve essere installato sull’abitazione principale (prima casa).

  • Il richiedente deve essere l’intestatario della bolletta elettrica.

Come funziona il contributo

Non ricevi soldi sul conto, ma il GSE paga direttamente l’azienda installatrice.

  • Potenza ammessa: Impianti tra 2 kW e 6 kW.

  • Importo coperto: Circa 2.000 € di quota fissa + 1.500 € per ogni kW installato.

  • Il “Patto” con lo Stato: Tu usi gratis tutta l’energia che produci (autoconsumo), ma quella che non usi non ti viene pagata (scambio sul posto); finisce nel fondo per finanziare nuovi impianti per altre famiglie.

COMUNITA’ RINNOVABILI

Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)

è un’entità giuridica composta da soci o membri con potere di controllo, che possono includere cittadini, piccole e medie imprese (a condizione che la loro partecipazione non rappresenti l’attività commerciale e industriale principale), enti locali e autorità, comprese le amministrazioni comunali, associazioni con personalità giuridica di diritto privato, enti di ricerca e formazione, organizzazioni religiose, non profit e di protezione ambientale. Non possono fare parte di una CER: amministrazioni di centrali, grandi imprese, imprese private con codice ATECI prevalente come: 35.11.00 (gestione di impianti di produzione elettrica), e 35.14.00 (vendita energia elettrica).

Questi soggetti collaborano per condividere l’energia elettrica rinnovabile prodotta da impianti a fonti rinnovabili attraverso i loro consumi.

In una CER l’energia elettrica rinnovabile viene condivisa tra i diversi soggetti produttori e consumatori, connessi alla medesima cabina primaria, grazie all’impiego della rete nazionale di distribuzione di energia elettrica, che rende possibile la condivisione virtuale di tale energia. Possono essere inseriti nelle configurazioni più impianti o potenziamenti di impianto a fonte rinnovabile, anche dotati di sistemi di accumulo.

Gli impianti possono essere messi a disposizione anche da un produttore terzo, non socio o membro della CERIn ogni caso tutti gli impianti della configurazione devono essere nella disponibilità e sotto il controllo della CER.

Il ruolo di Referente per una CER può essere svolto dalla stessa Comunità nella persona fisica che, per statuto o atto costitutivo, ne ha la rappresentanza legale.

  • In alternativa il ruolo del Referente può essere svolto:
  • da un produttore, membro della CER
  • da un cliente finale, membro della CER
  • da un produttore “terzo” di un impianto/UP la cui energia elettrica prodotta rileva nella configurazione, che risulti essere una ESCO certificata UNI 11352.

Lo Statuto o l’atto costitutivo della CER regolarmente costituita deve possedere elementi ben precisi che trovate nel link del GSE

Le novità del 2026

Grazie ai decreti attuativi più recenti, le CER sono entrate a pieno regime:

  • Ambito territoriale esteso: Ora si può condividere energia tra edifici diversi purché collegati alla stessa Cabina Primaria (un’area che può coprire interi quartieri o piccoli comuni).

  • Tariffa Premio: Il GSE riconosce un incentivo tra 6 e 12 centesimi per ogni kWh condiviso (ovvero prodotto e consumato simultaneamente dai membri della CER).

  • Contributo PNRR: Per i comuni sotto i 50.000 abitanti, è possibile ottenere un contributo a fondo perduto fino al 40% per costruire l’impianto della comunità.

Potete approfondire l’argomento consultando il mio manuale:

PROGETTARE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO IN PARALLELO CON LA RETE ELETTRICA

IN FORMATO KINDLE (EBOOK)

Le prime 20 pagine del manuale. Link: https://online.fliphtml5.com/kthlr/rmff/