RICARICA DI UN’AUTO ELETTRICA CON ENERGIA SOLARE

Un’auto che utilizza per il suo movimento l’elettricità generata da batterie è in grado di abbattere i livelli di emissione nocive che un’auto alimentata con combustibile fossile emette in gran quantità? Sì! ma può essere un’arma a doppio taglio se non si produce l’energia da fonti pulite e rinnovabili.

A livello mondiale l’energia elettrica viene prodotta in buona parte con materiale fossile e il carbone pesa per circa il 40%, ed è il peggiore in termini di inquinamento. Per cui un aumento rapido di auto elettriche richiederebbe più energia per le ricariche e rischierebbe di vanificare quello che di buono fa per l’ambiente.

Detto questo vorrei fare alcune considerazioni. Un’auto elettrica la possiamo considerare alla stregua di un qualsiasi dispositivo elettronico, come ad esempio un telefono cellulare che, quando si scarica la batteria, lo colleghiamo a una presa elettrica. Per le auto elettriche è la stessa cosa, e si possono ricaricare tramite le colonnine, che cominciano a vedersi anche nei supermercati, ma anche nella propria abitazione.

Come funziona la colonnina, sul tipo di cavo che serve per far arrivare la corrente alla batteria, e i costi, sono argomenti che affronterò solo parzialmente, quello che mi interessa approfondire è come ricaricare senza inquinare, ma prima dovrò annoiarvi con alcune necessarie spiegazioni.

Una delle principali sfide per le case automobilistiche è la ricerca e lo sviluppo di batterie che consentano una maggiore autonomia, una “vita” per il maggior numero di chilometri possibile, e una rapida ricarica.

L’autonomia dipende dalla potenza delle batterie . Alcune auto possono percorrere una media di 200 Km, fino al top della gamma che arrivano a percorrere fino a 500 Km.  

Le batterie, per la maggior parte al Litio (Li), sono piuttosto durature. Da informazioni ricercate su siti di addetti ai lavori il decadimento delle batterie è abbastanza marcato nei primi 30 mila km, poi si assesta su un tasso molto contenuto. In tutti i casi la capacità della batteria resta compresa in media tra il 90% e il 95%, anche una volta raggiunti e superati i 200mila km.

Per ricaricare la batteria di un’auto elettrica possiamo utilizzare una colonnina, o la presa domestica, e potrebbero essere necessarie dalle 4 ore alle 8 ore. Questa differenza dipende da due fattori principali: dalla potenza in kW con cui si ricarica, e la potenza massima accettata dal caricabatteria interno al veicolo. Se i due valori sono diversi, quello che comanda è sempre il valore più basso dei due. Per esempio se la stazione di ricarica eroga una potenza di 7,4 kW e il veicolo elettrico ha un caricabatteria interno da un massimo di 3,7 kW la carica avverrà a 3,7 kW, se viceversa la stazione di ricarica fornisce 3,7 kW e il veicolo ha un caricabatteria di 7,4 kW la carica avverrà a 3,7 kW. Per cui potremmo stimare che per una ricarica completa, utilizzando una potenza di 3,7 kW, siano necessarie 5/6 ore di tempo, mentre se utilizziamo una potenza di 7,4 kW sono necessarie 2/3 ore di tempo. Anche se non sempre è necessario una ricarica completa in quanto le moderne batterie al litio rendono meglio con piccole ricariche parziali, per cui si può metterla in carica ogni volta che si parcheggia vicino a una colonnina, o nel box di casa.

In ambito domestico privato la ricarica può avvenire in corrente alternata (AC) in Modo 1,  in ambito domestico privato e pubblico in Modo 2 , in ambito privato e pubblico in Modo 3, e in corrente continua (DC) in Modo 4 solo in ambito pubblico. Compatibilmente con le eventuali restrizioni normative nazionali.

 RICARICA PRESSO L’ABITAZIONE

Nella maggior parte delle abitazioni italiane la potenza disponibile non supera i 3 kW per cui la velocità di ricarica, se teniamo conto che mediamente sono necessarie circa 20 kWh, possiamo stimate un tempo di circa 7 ore, mentre la maggior parte delle colonnine hanno una potenza disponibile di 11 kW o 22 kW, quindi consentono una ricarica più rapida della propria auto. La ricarica in ambito domestico avviene normalmente in corrente alternata (AC) in Modo 1 e 2, compatibilmente con le eventuali restrizioni normative nazionali. Il consiglio è quello di installare una presa CEE industriale, e sarebbe meglio che ciò avvenga durante la notte, quando normalmente le altre utenze elettriche importanti non stanno funzionando. Altrimenti, per evitare che il contatore, superato il limite massimo di kWh, si sconnetta, si potrebbe utilizzare una stazione di ricarica intelligente (Wall Box) che modula l’erogazione in funzione del consumo delle altre apparecchiature, ma se ci dovessero essere esigenze differenti, sarà necessario allora procedere con una richiesta di aumento di potenza al contatore.

CONSUMO E COSTI

Il consumo sarà espresso in kWh che è quello che compare in bolletta, e per una ricarica completa dipende dalla batteria installata sull’auto elettrica. Mediamente le macchine in commercio installano pacchi batteria compresi tra i 16 kWh e 24 kWh che consentono un’autonomia di circa 110 Km fino a 160 Km con una carica.

Ad esempio se un veicolo elettrico ha una batteria con 16 kWh e 110 Km di autonomia, per una ricarica completa, con una potenza di 3,7 Kw, saranno necessarie circa 4,30 ore e avrò consumato circa 16 kWh che con un costo medio di 0,25 £ al kWh si spenderebbe .

Un parametro importante per capire i consumi è il rapporto Km/kWh (chilometri per chilowattora) che lo possiamo considerare come l’equivalente del rapporto Km/L (chilometri per lito di benzina) e indica il consumo dell’auto elettrica. In media, se calcoliamo che con 16 kWh percorriamo 110 Km, per kWh faremo una media di 6 o 8 Km.

RICARICA CON ENERGIA SOLARE

Come ho detto in precedenza, il rischio che l’auto elettrica non produca gli effetti sperati sulla riduzione dell’inquinamento se non viene ricaricata con energia pulita è evidente, per questo, se ci deve essere una logica che chiuda il cerchio, a mio parere, l’energia per le ricariche dovrebbe essere prodotta per la maggior parte dai raggi solari, anche se comprendo che non sempre c’è il sole e la necessità di energia elettrica di supporto è indispensabile.

Io mi focalizzerò sulla produzione di energia nell’ambito domestico, per quella pubblica dipenderà dalla sensibilità dei Governi.

 

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