SMART CITY LA CITTA’ INTELLIGENTE

Vivere in una Città Intelligente vuole dire sfruttare in maniera consapevole tutte le risorse ambientali e tecnologiche che si possono avere a disposizione, al fine di migliorare la qualità della vita e soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni.  Per l’Italia come per il resto dell’Europa, sarebbe la risposta più efficace anche ad un altro problema impellente: la riduzione degli sprechi e, con essi, della spesa pubblica.

Ma quando possiamo dire di vivere in una Smart City? In linea di massima vi elenco i punti che secondo me, e altri esperti del settore, rendono la “città intelligente”.

Ma quando possiamo dire di vivere in una Smart City? In linea di massima vi elenco i punti che secondo me, e altri esperti del settore, rendono la “città intelligente”.

A mio parere il primo punto sono le Telecomunicazioni Digitali. Tutte le informazioni vengono condivise attraverso una rete di telecomunicazioni digitali accessibili su una piattaforma integrata.

Secondo punto: è lEnergia Rinnovabile. Una città intelligente deve avere l’obbligo di diminuire la dipendenza dall’energia prodotta da combustibili fossili.

Il terzo punto è una conseguenza del secondo: avere un sistema informatico che monitorizza l’efficienza energetica, e controllare in tempo reale i consumi, con lo scopo di diminuire gli sprechi.

Quarto punto: gli Edifici Intelligenti. Avere un piano regolatore che agevoli la costruzione di immobili a basso impatto ambientale e certificati secondo gli standard di efficienza energetica. Questo consentirebbe una notevole riduzione della spesa per acqua e una riduzione dell’emissione, fino al 70%, di CO2. Come altra conseguenza benefica è la diminuzione dei rifiuti fino al 90% (dati: Osservatorio Classificazione energetica in Italia).

Quinto punto: il riciclo dei rifiuti, trasformandoli in BioGas: una fonte di energia verde.

Sesto punto: l’Acqua. Un bene imprescindibile che sarà l’oro del futuro. Non sprecarla, e vedremo poi come fare, deve essere una regola per tutti.

Settimo punto: le Aree Verdi. Fondamentali per una città Smart.

Ottavo punto: i Parcheggi. Nota dolente di tutte le città. Ma se fosse possibile prenotare un posto tramite Internet prima di partire da casa eviteremmo code inutili e giri a vuoto.

Nono punto: il Car Sharing, la condivisione della macchina tra più persone tramite portali web. Una soluzione che impatterebbe sia sull’ambiente che sul lato economico. Se poi le auto fossero messe a disposizione dall’amministrazione locale e fossero elettriche avremmo fatto bingo.

Ultimo punto, ma fondamentale, è che senza l’aiuto di tutti i cittadini difficilmente si riuscirebbe a rendere la città Smart. Si dovrà affrontare qualche sacrificio ma questo si trasformerà in benessere e in breve migliorerà la vita di tutti noi.

Ora analizzeremo i vari punti e approfondiremo i vari argomenti trovando le soluzioni per arrivare allo scopo che ci siamo prefissi: rendere la nostra città “intelligente” e più vivibile.

A mio parere, per avere una Città Smart è fondamentale che la città abbia un’efficiente rete di Telecomunicazioni. La trasmissione dei dati deve avere una alta velocità (esempio la fibra ottica) in quanto tutti i punti (es. monitorare l’efficienza energetica, parcheggi, controllo visivo aree verdi, edifici intelligenti, ecc.) devono essere interconnessi tra loro e, in tempo reale, trasmessi a un centro dove si controlla e si elaborano i dati.

L’energia pulita e rinnovabile può essere ricavata dal sole, dal vento, e dall’acqua.

I raggi solari si possono convertire in energia attraverso i pannelli solari, e possono essere usati per la maggior parte dei bisogni della vita quotidiana, come l’illuminazione, il riscaldamento, l’alimentazione di apparati elettrici, di auto elettriche, ecc. e se non utilizzata potrebbe essere immessa in rete diminuendo il fabbisogno di energia fossile.

Lo stesso discorso vale per il vento: con l’eolico, e con l’acqua dei fiumi.

Una Smart city deve essere in grado di monitorare in tempo reale i consumi energetici nelle abitazioni, nelle aziende, e nelle strutture pubbliche, attraverso collegamenti informatici: se queste hanno installato un sistema di domotica. Un settore che si occupa dello studio di tecnologie atte a migliorare la qualità della vita all’interno di strutture sia pubbliche che private, automatizzando e integrando tutte le funzioni che in un impianto tradizionale sono attivate tramite normali dispositivi come gli interruttori, i regolatori, il videocitofono, etc.

Automatizzando e integrando i processi come l’accensione delle luci, l’apertura delle porte, sollevamento delle tapparelle, la gestione della climatizzazione e dei sistemi di sicurezza si possono ridurre i consumi e spese, ma non solo: il tutto può essere gestito a distanza attraverso cellulari, Smartphone e rete Internet.

Riciclo dei rifiuti. Riuscire a trasformare un “problema” come lo smaltimento dei rifiuti in una opportunità non è un’utopia ma una realtà. La raccolta differenziata unita a impianti che producono energia elettrica, biometano o biogas dai rifiuti è una delle soluzioni migliori: vedere il sito: smea-srl.com.

L’acqua è fondamentale per la vita sulla terra, e non bisogna sprecarla, ma che funzione può avere in una Smart City? Molte! Faccio alcuni esempi, partendo dai più banali: chiudere il rubinetto quando si lava i denti, non usare lo sciacquone quando non serve, ridurre il tempo di una doccia, ecc., per arrivare ai più complessi come il riciclo dell’acqua piovana, i bagni di compostaggio,  e come “generatore” di energia pulita.

Iniziamo con l’acqua piovana. Un esempio empirico: ammettendo che durante l’anno piova per 100 giorni, un tetto di 200 m² è in grado di raccogliere in un anno circa 170.000 litri di acqua piovana. Non male! Se venisse incanalata in un serbatoio potrebbe servire a bagnare il giardino, lavare la macchina o utilizzarla per uso domestico come fare la doccia, per la lavatrice, per la lavastoviglie o per lo sciacquone.

Bagni di compostaggio. Non so voi, ma io non avevo mai preso in considerazione l’eventualità che l’urina potesse essere usata come fertilizzante e, così facendo, non inquinare le falde. Da questo punto di vista siamo distanti anni luce da paesi come l’America e alcune nazioni europee, come la Norvegia, che usano questo apparato.

Nei sistemi urbani di oggi i bagni sono collegati alle infrastrutture centralizzate di acqua e acque reflue. questo approccio non è un uso sostenibile dalle nostre risorse idriche ed energetiche.

Un’alternativa è deviare l’urina attraverso un wc compostato (con un barattolo aerato o un altro contenitore). Mantenendo l’urina separata, i nutrienti potenzialmente inquinanti sono tenuti lontani da stagni, laghi, spiagge, e acque sotterranee sensibili ai nutrienti.

L’urina può essere scaricata in serbatoi per poi essere periodicamente immessa in campi coltivati a fieno o nelle fattorie, oppure drenati in giardini Grow Away nei quali, evaporando, viene utilizzato dalle piante.

Acqua come “generatore” di energia pulita. 

In questo caso per acqua intendo un fiume ma non facendo ricorso all’ausilio di enormi dighe ma a un apparato in forma ridotta che è in grado di sfruttare corsi e salti dalla portata d’acqua più contenuta.

Sto parlando del micro idroelettrico che comprende impianti di potenza inferiore ai 100 kW. Nella stessa categoria si può inserire l’ancora il più ridotto Pico idroelettrico, che comprende impianti di potenza inferiore a 5 kW, con utilizzi di salti di pochi metri d’acqua e con un minimo di 0,5 litri d’acqua al secondo.

Per avere un’idea di cosa stiamo parlando vediamo di capire cosa consuma in media una famiglia di quattro persone: circa 2700 kWh all’anno con una potenza impiegata di 3 kW di potenza al contatore. Per una spesa di circa 600 euro/anno. (1 kWh= 3600 x W/1000= 3,6 x W).

Il micro idroelettrico soddisfa generalmente le necessità di piccole comunità, fattorie, singole famiglie, o piccole imprese.

Il funzionamento di un impianto non è troppo complicato. L’energia posseduta dalla corrente di un corso d’acqua aziona infatti una turbina idraulica in grado di trasformare l’energia potenziale o cinetica in energia meccanica, la quale consente di alimentare un alternatore che la trasforma in energia elettrica.

Per gli impianti di dimensioni molto ridotte (2-3 Kw), la turbina, che è il componente principale dell’impianto, può alloggiare direttamente nel corso d’acqua, mentre per gli impianti di dimensioni più grosse si utilizzano apposite opere civili che prelevano parte dell’acqua dalla corrente del corso, che viene poi restituita in un punto più a valle, dopo aver attraversato la turbina.
Questo tipo di tecnologia  comporta numerosi vantaggi per chi lo realizza. Anzitutto non prevede investimenti cospicui consentendo anche un veloce ritorno dall’investimento, inoltre gode dei benefici derivanti degli incentivi previsti per la produzione da fonti rinnovabili. Non solo: anche dal punto di vista ambientale la realizzazione di un impianto microidro è da considerarsi piuttosto utile. Consente un miglioramento delle condizioni idrogeologiche del territorio e soprattutto produce energia senza inquinare.

Le aree verdi. L’albero nella sua vita cresce utilizzando elementi naturali come l’energia del sole, l’acqua, e anidride carbonica (CO2) presente nell’atmosfera, creando molecole di legno di cui è costituito. Tutto questo avviene grazie alla fotosintesi. Un processo in grado di sottrarre naturalmente CO2 dall’atmosfera, la quale si accumula per cause diverse, ma quella più rilevante è per colpa dell’uomo grazie alla trasformazione e consumo di energia, come ad esempio il petrolio.

Ma quanta CO2 assorbe e sequestra un albero? Se ipotizziamo che l’albero sia di alto fusto in un clima temperato e situato in città, possiamo ipotizzare che l’albero possa assorbire tra i 10 e i 20 chilogrammi/anno di CO2. Ma nelle nostre attività quotidiane produciamo CO2?

Ho fatto delle ricerche su Internet è ho trovato delle informazioni sorprendenti su “Treeodom”.

Quattro uomini che corrono per un chilometro producono più CO2 che una macchina ibrida che percorre la stessa distanza.

L’auto produce circa 87 grammi di CO2 al chilometro mentre ogni uomo ne produce 25 grammi.

Un altro esempio. Mandare o aprire un’email è un gesto che facciamo decine di volte al giorno, pensate che ogni volta produce circa 19 grammi di CO2. Un’agenzia francese “Ademe” ha dimostrato che un impiegato produce circa 13 tonnellate di CO2 all’anno.

Il calcolo è stato fatto prendendo in considerazione l’elettricità consumata dal PC e dal Server mentre elaborano l’email durante la scrittura, l’invio o la lettura, e la sua archiviazione. Pensate quante tonnellate di CO2 generiamo se moltiplichiamo per tutte le email che girano in rete.

Per questo motivo l’albero è un alleato prezioso per il nostro benessere se pensiamo che, in teoria, assorbe tanta CO2 quanta ne produce una macchina ibrida che percorre 230 chilometri in un anno.

Da tutto questo è ben chiaro che gli alberi vanno piantati, curati, e non tagliati.

Se avete la fortuna di avere un giardino lo potete trasformare in un’oasi di aria pulita scegliendo piante e fiori che siano in grado di assorbire lo smog e produrre ozono. Come ad esempio il bagolaro, l’orniello e il tiglio che contrastano l’aria inquinata, mentre il melo da fiore e il biancospino attirano con le loro foglie le polveri sottili ma non ripuliscono l’aria.  Il frassino, l’olmo, il ciliegio e il sambuco vi possono fornire aria pulita e un profumo  di bosco.

In casa si può depurare l’aria togliendo lo smog con delle piante da interni come ad esempio la felce, l’edera, la dracena, la yucca o il crisantemo che purifica l’aria e filtra il benzene.

Queste sono solo alcune delle piante che potete coltivare nell’appartamento ma ce ne sono molte altre e le potete trovare su questo sito.

I parcheggi. Questi devono tutti  dotati di videosorveglianza e di un’applicazione dove si possa, attraverso Internet, prenotare il posto prima di partire da casa eviteremmo così code inutili, giri a vuoto, e molto meno inquinamento.

il Car Sharing, la condivisione della macchina tra più persone tramite portali web. Una soluzione che impatterebbe sia sull’ambiente che sul lato economico. Se poi le auto fossero messe a disposizione dall’amministrazione locale e fossero elettriche avremmo fatto bingo, chiaramente la ricarica della batteria dell’auto deve essere fatta con energia solare.

Una considerazione finale, io penso che anche nelle città più avanzate nella Smart City l’obiettivo della gestione e conservazione della qualità dell’aria, dell’acqua, e dei rifiuti sia un obiettivo ancora lontano da raggiungere, e dovranno impegnarsi ancora molto, probabilmente nei prossimi anni saranno le nuove tecnologie, e una maggior sensibilità sui problemi ambientali, a offrire gli strumenti per rendere l’ambiente più vivibile.