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MANUALI TECNICI

ONT

Nelle reti in fibra ottica di tipo FTTH (Fiber To The Home), il percorso dei dati subisce un cambiamento significativo una volta che raggiunge l’interno dell’edificio. Il primo dispositivo che i dati incontrano è la borchia ottica, una piccola scatola fissata al muro in corrispondenza dell’arrivo del cavo in fibra ottica dall’esterno. Questo componente, privo di alimentazione, serve unicamente a offrire un punto di connessione attraverso un connettore standard, permettendo il collegamento del cavo in fibra alla ONT (Optical Network Terminal).

ONT (Optical Network Terminal)

L’ONT è un ricetrasmettitore ottico che svolge un compito critico:
- Conversione Fotonica-Elettrica: Riceve gli impulsi luminosi (fotoni) dalla fibra e li trasforma in impulsi elettrici (elettroni). Vedi schema di massima.
- Sincronizzazione: Nelle reti GPON (quelle dove la fibra è condivisa tramite splitter), l’ONT deve “parlare” con la centrale per sapere esattamente in quale millisecondo può inviare i suoi dati, evitando collisioni con altri utenti.
Oggi esistono due configurazioni principali:
- ONT Integrato: Il cavo in fibra entra direttamente nel modem/router. È una soluzione compatta ed esteticamente pulita, spesso usata nei contratti consumer.
- ONT Esterno: La fibra entra in una piccola scatola dedicata (l’ONT), che poi si collega al router tramite un comune cavo Ethernet (RJ45).
Vantaggio: Permette all’azienda di scegliere qualsiasi router professionale senza essere vincolati all’hardware dell’operatore.
Quella integrata nel Router era la soluzione più utilizzata fino a quando non è entrata in vigore la direttiva dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) riguardante il “modem libero” con l’aggiunta di alcuni chiarimenti sulla delibera AGCOM n. 348/18/CONS, in particolare proprio per la ONT della Fibra FTTH.
Per cui il modem con l’ONT integrato decodifica il segnale ottico e lo converte in segnale elettrico per renderlo disponibile ai dispositivi connessi via cavo come LAN o Wi-Fi.

Per quanto riguarda le ONT esterne di solito si installano vicino alla borchia ottica e questi apparati si occupano solamente di convertire il segnale ottico in elettrico in modo da poter collegare, tramite cavo Ethernet di categoria 5e o superiore alla porta WAN Ethernet del proprio modem. L’apparato ONT ha una porta di ingresso per il cavo in fibra ottica proveniente dalla borchia e una o più porte Ethernet per la connessione del modem, l’ingresso per l’alimentazione, e un tasto di accensione e spegnimento.

Per quanto riguarda il modem che di solito è integrato nel router, si potrà utilizzare qualsiasi apparato reperibile sul mercato e deve avere una interfaccia di rete WAN di tipo Gigabit Ethernet Full-Duplex Auto-Sensing con protocollo Ethernet 802.1q.

Una volta che il segnale è diventato elettrico, il modem/router ha il compito di distribuirlo:
- Via Cavo (LAN): Utilizzando cavi di categoria superiore (Cat6A o Cat7), il segnale viaggia fino a 10 Gbps verso server o workstation, con una latenza quasi nulla.
- Via Wi-Fi: Qui la tecnologia è balzata in avanti. Con il Wi-Fi 6 e il nuovo Wi-Fi 7, il modem utilizza frequenze più alte (6 GHz) e tecnologie come il MU-MIMO per gestire decine di dispositivi contemporaneamente senza che uno rallenti l’altro.
SCHEMA DI MASSIMA DI UNA TRASMISSIONE DATI SU UN COLLEGAMENTO IN FIBRA OTTICA
La fibra ottica viene utilizzata per trasformare informazioni di natura binaria, dove la luce che viene emessa da una sorgente è accesa o spenta, ovvero modulato in ampiezza con un sistema detto On-off keying ( OOK ) che rappresenta la forma più semplice di modulazione in ampiezza ASK.

All’altro estremo della fibra il componente principale di un ricevitore ottico è il fotorivelatore che converte la luce in elettricità attraverso l’effetto fotoelettrico. Il convertitore elettro-ottico è tipicamente accoppiato con un amplificatore allo scopo di produrre un segnale digitale come quello del segnale ottico in ingresso, che può risultare attenuato e distorto dopo l’attraversamento del canale.
SFP (Small Form-factor Pluggable)
Il SFP (Small Form-factor Pluggable) è quel piccolo modulo metallico che si infila nel router. Funziona come un ONT in miniatura: trasforma la fibra in segnale elettrico direttamente dentro l’hardware, eliminando cavi e alimentatori esterni.
L’SFP è un modulo di interfaccia compatto e “hot-swappable” (sostituibile a caldo) utilizzato per collegare un dispositivo di rete (come uno switch o un router) a un cavo in fibra ottica o in rame.

Prima dell’invenzione degli SFP, gli switch avevano porte fisse (ad esempio, 24 porte solo rame o solo fibra). Se avessi cambiato tecnologia, avresti dovuto cambiare tutto lo switch. Con lo slot SFP, lo switch diventa agnostico:
- Se devi collegare una fibra Monomodale (lunghe distanze), inserisci un modulo SFP specifico.
- Se devi collegare una fibra Multimodale (brevi distanze in azienda), cambi solo il modulo, non lo switch.
- Se devi collegare un cavo Ethernet in rame, esiste l’SFP RJ45.
L’SFP contiene al suo interno:
- Un Laser (Trasmettitore): Che converte i segnali elettrici dello switch in impulsi luminosi.
- Un Fotodiodo (Ricevitore): Che riceve la luce dalla fibra e la riconverte in segnali elettrici.
- Un Chip di gestione (DDM/DOM): Molti moduli SFP moderni supportano il Digital Diagnostic Monitoring. Questo permette al tecnico di vedere in tempo reale dal software dello switch quanta potenza luminosa sta arrivando (in dBm) e la temperatura del modulo.
È importante distinguere le versioni in base alla velocità necessaria all’azienda:
- SFP: Supporta velocità fino a 1 Gbps.
- SFP+: Ha le stesse dimensioni fisiche dell’SFP ma supporta fino a 10 Gbps. È lo standard attuale per i server e i backbone aziendali.
- QSFP (Quad SFP): Più grande, usato nei data center per raggiungere 40 Gbps o 100 Gbps.
Normalmente, la fibra ottica usa due fili: uno per trasmettere (TX) e uno per ricevere (RX). Gli SFP BiDi permettono di trasmettere e ricevere su un unico filo di fibra usando due lunghezze d’onda diverse (es. 1310nm e 1550nm).
- Vantaggio per il cliente: Se un’azienda ha una sola fibra posata tra due capannoni, con i moduli BiDi possiamo raddoppiare la capacità di collegamento senza scavare o posare nuovi cavi.
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