TELEFONIA

Se vi state chiedendo come fa la voce a “viaggiare” in tutto il mondo vi posso dire che dietro a un gesto consueto come quello di sollevare la cornetta e comporre un numero di telefono ci sono cento anni di evoluzione tecnologica e una rete capillare che collega, tra loro, le centrali telefoniche dislocate su tutto il globo.

Ma cosa si intende per TELEFONIA? Si intende un sistema di comunicazione a distanza costituito essenzialmente da:

  • un apparecchio trasmittente dove si trova il microfono (inserito nella cornetta)che trasforma in oscillazioni elettriche le variazioni di pressione determinate nell’aria dall’onda sonora da trasmettere

  • un collegamento trasmissivo via cavo o via etere

  • un apparecchio ricevente dove si trova l’altoparlante (inserito nella cornetta), che trasforma  il segnale elettrico variabile in un’onda sonora che riproduce il suono trasmesso.

Invece per quanto riguarda la composizione del numero di telefono dell’interlocutore si usava il “disco combinatore telefonico” .

All’inizio la  selezione era Decadicae si inviavano gli impulsi generati dal disco, attraverso il doppino telefonico, alla centrale.

Se sul disco combinatore si compone il numero 4, si carica una molla a spirale antagonista, posta sotto il disco che, nel ritornare indietro, determina l’interruzioni della corrente della batteria centrale di 4 volte, che vengono registrate dal commutatore della centrale e collegano l’utente chiamante con la linea 4.

Per approfondire.

In seguito, con l’avvento delle centrali telefoniche digitali, si utilizzò la tastiera in multifrequenza.

Detta così sembra banale, ma non lo è. La tecnologia che permise la teleselezione senza operatore divenne funzionante solo dopo il 1974.

Riprendiamo l’argomento riguardante un collegamento telefonico elementare come lo schema in figura. Un microfono e un ricevitore ( telefono BCA) sono messi in serie con una batteria di alimentazione, e collegati tra loro con un doppino telefonico.

Lo schema sottostante si riferisce a vecchi BCA ma il principio vale anche per quelli più evoluti. Un discorso a parte va fatto per i Cordless che sono alimentati a parte in quanto non bastano i 20 mA provenienti dalla centrale per alimentare la stazione base. Il microfono e il ricevitore non sono più collegati semplicemente in serie ma interagiscono tramite un complesso d’induttanze e resistenze che costituiscono il cosiddetto circuito antilocale. Esso fa in modo che il ricevitore sia modulato dalle correnti provenienti dal microfono lontano e non da quelle innescate dal microfono locale.

Nello schema l’apparecchio è a riposo (microtelefono appoggiato) e l’interruttore è aperto: in questo caso non è alimentato dalla tensione proveniente, attraverso il doppino telefonico, dalla centrale (48 Volt o 60 Volt). Quando si sgancia il microtelefono, il circuito si chiude e circola corrente continua. L’intensità dipende dalla resistenza del doppino, e può variare dai 20 fino a 60 mA.

Approfondiamo l’argomento partendo da un oggetto che si chiama cornetta la quale contiene  il microfono, e il Ricevitore (Altoparlante).

Il microfono  fu un’invenzione fondamentale. I primi contenevano granuli di carbone, ora sono più evoluti; ma il principio di funzionamento è lo stesso: trasformare le vibrazioni provocate da un suono in un segnale elettrico analogico.

I segnali elettrici prodotti dal microfono sono trasferiti su di in un cavo telefonico che utilizzerà una banda che parte da 300 Hz fino a 3400 Hz. Il quale consentirà alle frequenze vocali di arrivare all’altro capo ed essere riconvertiti in voce dall’altoparlante.

 

ALTOPARLANTE

Questi segnali elettrici non sono altro che livelli di tensione che variano più o meno velocemente nel tempo, a seconda della loro complessità.

Per poter trasmettere le informazioni sui cavi il segnale elettrico viene trattato opportunamente mediante la modulazione del segnale in frequenza (trasmissione analogica) oppure il suo livello, istante per istante, viene rappresentato con numeri binari (trasmissione digitale). Alla fine del percorso l’informazione viene trasformata come l’iniziale.

Ora vi illustro il percorso che utilizza una chiamata, sia telefonica che dati, per raggiungere l’utente remoto. Questo  percorso viene chiamato: rete di telecomunicazioni.

La chiamata telefonica o dati dopo essere transitata dalla presa telefonica raggiunge il box che di solito si trova in cantina.

 

E attraverso un cavo raggiunge la prima centrale telefonica urbana.

Dalla centrale urbana la Rete di trasporto o Rete interurbana interconnette le varie centrali al di fuori dei centri urbani. La rete di trasporto può essere un cavo in  rame, un cavo coassiale, un cavo in fibra ottica; o ponti radio.

Dall’ultima centrale telefonica il segnale arriverà all’utente ricevente e riconvertito in voce dall’altoparlante del telefono.

RIPARTIZIONE DELLA RETE TELEFONICA SUL TERRITORIO

BOX: Armadio dove convergono le linee dei clienti.

CRU: Centro di Rete Urbana. Dove convergono i cavi multi-coppia, provenienti dai BOX.

CS: Centro Settore. Dove convergono i cavi dai vari CRU.

CD: Centro Distretto. Dove convergono i cavi dai vari CS.

CC: Centro Compartimento. Dove convergono i cavi dai CD.

Riassumendo: un cavetto parte dalla vostra abitazione e arriva al Box (armadio che si vede agli angoli delle strade).

E prosegue attraverso un cavo di giunzione fino alla centrale telefonica del vostro paese (CRU).

Ora ammettiamo che intendete chiamare una persona che si trova a Roma, e voi abitate vicino a Varese. Dopo aver composto il prefisso 06 seguito dal numero, la centrale CRU la smista alla centrale CS e così via sino al centro di compartimento (CC), a questo punto la chiamata viene indirizzata al CC di competenza attraverso cavi in rame,  cavi coassialiponti radio, o fibra ottica, e a ritroso fino al vostro interlocutore.

Ogni segnale durante il percorso verso l’utente finale subisce, in generale, tre effetti indesiderati: attenuazionedistorsione, e interferenza o diafonia. Questi fenomeni crescono con la distanza percorsa dal segnale rendendolo sempre più irriconoscibile. Prima che questo diventi completamente irriconoscibile lo si estrae dal suo supporto trasmissivo e lo si rielabora e amplifica tramite rigeneratori, per riportarlo al livello iniziale. Infine lo si reimmette nel supporto trasmissivo reindirizzandolo verso l’utente finale o verso un altro punto di rigenerazione.

Questo è in sintesi quello che succede quando facciamo una chiamata telefonica.