CENTRALINI TELEFONICI VoIP

La tecnologia VOIP fu agevolata nella sua diffusione dai gestori telefonici che diedero la possibilità alla clientela di sottoscrivere contratti per collegamenti xDSL sempre connessi alla rete Internet a un costo prefissato. E alla contemporanea scoperta di nuovi algoritmi di compressione audio.

L’interesse delle aziende e dei privati era originato dal risparmio che si poteva avere sulle chiamate, soprattutto a lunga distanza. Per gli operatori e i tecnici, l’interesse si era focalizzato sulla progressiva convergenza, su di un’unica rete, dei servizi Internet e di telefonia.

Il sistema VOIP, oltre alla telefonia, consente di utilizzare sistemi di comunicazione alternativi come il voice-mail e unified messaging integrando la telefonia con la messaggistica, mentre Mail, e fax sono gestibili e archiviabili direttamente dall’ interfaccia web.

La videoconferenza, l’application sharing, e Whiteboarding, sono alcuni degli impieghi che migliorano l’interazione e l’operatività a tutti i livelli.

Anche il risparmio è un elemento del successo, anche se bisogna tenere conto che la bontà delle comunicazioni dipende in gran parte dalla qualità della linea.

Avere una connessione ADSL in modalità Fast e non Interleaved, e che abbia una sufficiente larghezza di banda (ogni canale voce occupa 32 Kbps), sono condizioni indispensabili per una buona qualità, anche se oggi con le linee su fibra ottica la qualità è sicuramente migliore.

Con il servizio VOIP è possibile usufruire di un numero telefonico geografico e trasportabile senza utilizzare il cellulare o il personal computer. In alcuni casi si può usufruire della number portability che è il numero di telefono utilizzato sulla linea fissa.

Un chiarimento! Se l’ADSL si appoggia a una linea telefonica, il fornitore del servizio VOIP attribuirà al cliente un numero geografico supplementare, e avrete a disposizione due linee indipendenti, se invece la linea che si collega a Internet è solo dati: il numero geografico sarà l’unico disponibile.

Inoltre bisogna tenere in considerazione che se avete un’ADSL, e questa, come nel caso di TIM (Telecom Italia), è vincolata alla linea telefonica, e la volete cessare per utilizzare solo quella su VOIP, non si può fare: in quanto sarebbero sospese entrambe.

A mio parere dividerei i centralini VOIP in:

  • Virtuali ( presso un Cloud) ,
  • Stand-Alone (installati presso il cliente),
  • Gestiti da un Software.

CENTRALINO IN CLOUD

Se si utilizza un centralino virtuale (Cloud), le chiamate telefoniche indirizzate all’esterno dell’azienda avvengono attraverso i canali VOIP del collegamento dati.

 

In generale lo schema di un centralino virtuale (in Cloud) lo possiamo considerare come l’insieme di tre aree distinte:

  • La terza area riguarda il Cloud che è di competenza del Provider.

 

L’installazione degli apparati e i collegamenti nelle tre aree, di solito, sono svolte dal gestore telefonico, a parte la LAN che in molti casi è il cliente a gestirla, con l’esclusione dei telefoni.

CENTRALINI VOIP STAND-ALONE

Nel centralino stand-alone i collegamenti alla rete telefonica generale e a Internet, possono essere:

  •  Separati

  • Integrati

E questo tipo di centralino può integrare in un’unica apparecchiatura sia la voce, che i dati, utilizzando un software installato su di un router. Come esempio mi sono basato su un sistema Cisco , ( vedi spiegazione impianto).

L’apparecchiatura è in grado di ricevere, e inviare chiamate, utilizzando linee digitali (ISDN), linee analogiche (POTS), e/o attraverso un supporto VoIP.

Essendo il software del centralino installato in un router, l’apparato permette di avere a disposizione anche i servizi di rete virtuale (LAN), FirewallFax, e molti altri.

Anche in questo caso per scegliere la macchina con l’equipaggiamento giusto, è necessario sapere quante linee telefoniche servono, il numero di telefoni analogici, e quanti quelli VOIP. E, in funzione di questo, si deve predisporre i punti di cablaggio strutturato, tenendo anche conto degli apparati dati che si vogliono installare.

Se fosse necessario collegare delle sedi periferiche, questi tipi di centralini si prestano molto bene in termini di costi e tecnici.

Per fare un esempio: le linee telefoniche s’installerebbero solo nella sede centrale e si avrebbe un numero telefonico unico. Poi, predisponendo un piano di numerazione unico, le chiamate sarebbero deviate automaticamente agli interni delle varie sedi, e per non rimanere isolati, nel caso di un guasto sulla linea xDSL , si potrebbe installare una linea analogica in ogni sede.

Nel caso descritto, il software del centralino è installato in un router, ma esistono anche centralini IPBX che, come quelli tradizionali, le schede sono allocate in un Rack.

Gli IPBX si possono considerare come dei server che integrano voce, dati, e internet in un unico sistema. E sono nella maggioranza dei casi modulari, partendo dai cabinet che si possono interconnettere tra loro aumentando la capacità delle linee telefoniche, dei telefoni interni, e dei servizi.

ALCUNE OSSERVAZIONI SULLE DIFFERENZE TRA  UN CENTRALINO IN CLOUD E STAND ALONE

La tendenza degli operatori telefonici, penso, sia quella di trasformarsi in provider di servizi di comunicazione digitale integrata, svincolandosi dall’hardware e focalizzarsi su una nuova rete digitale sostenuta dal Cloud. Anche se, all’evoluzione della struttura delle reti, dovrà affiancarsi una visione delle aziende più incline alle nuove  tecnologie.

Perciò, se si sceglie il Cloud,  in casa del cliente, ci sarà sempre meno hardware e questo sarà messo a disposizione dal fornitore che lo assegnerà velocemente grazie a procedure automatizzate. Le risorse saranno condivise con altri utenti lasciando al cliente finale solo una parte della configurazione.

Quello che vediamo nella figura 1 è un’azienda con tutta la tecnologia in loco, mentre nella figura 2,  è la stessa azienda che ha deciso di spostare tutto (Centralino e Server) nel Cloud Computig, e sono evidenziate tre aree: la LAN aziendale (A), il collegamento a Internet (B), e il Cloud (C).

Fig. 1

Fig. 2

Analizzando per ogni area le ovvie obiezioni che i clienti porranno, si capirà quali sono i vantaggi e quali le criticità.

Le obiezioni:

  1. Se tutti i dati sono spostati nel Cloud non si avrà più il controllo della tecnologia?
  2. E’ più sicuro avere i dati nel Cloud o mantenerli in loco?
  3. I dati nel Cloud potrebbero essere più vulnerabili allo spionaggio industriale?
  4. Si avrà la stessa velocità di trasmissione che si aveva sulla LAN aziendale?
  5. Se si dovesse interrompere la linea dei dati, l’azienda resterebbe isolata?
  6. Nel caso del centralino perché dovrei scegliere uno in Cloud?

Penso che di obiezioni ce ne potrebbero essere altre, ma soffermiamoci su queste sei.

In linea generale si evince che non avere il controllo del sistema crea paure e diffidenza, e questo scoglio potrà essere superato se con i clienti si è professionali e chiari su tutti i punti, difficilmente un responsabile EDP metterà in pericolo la sua carriera se non è convinto che la proposta porti dei benefici senza creare problemi all’efficienza aziendale.

Ora analizziamole, partendo dalla prima.

  1. Trasportare tutti i dati nel Cloud è una visione strategica che libera risorse addette alla manutenzione dell’hardware, e queste potrebbero essere impiegate a migliorare i processi aziendali. Così facendo si risparmierebbero risorse economiche da utilizzare per la crescita del business.
  2. I dati siano più sicuri nel Cloud o in loco? A mio parere in nessuno dei due al cento per cento, ma se dovessi scegliere; direi nel Cloud. Per evitare intrusioni e furti informatici è necessario un lavoro continuo da parte di esperti con costi elevati.
  3. I dati nel Cloud sono vulnerabili allo spionaggio industriale? Penso che sia una delle preoccupazioni principali e vale quanto detto nella risposta precedente. In tutti i casi, l’azienda è l’unica che abbia i diritti di proprietà e per la loro consultazione, e ci sono delle regole severissime che consentono di evitare fughe di notizie riservate.
  4. La velocità della trasmissione dei dati sarà la stessa? Qui penso che ci sia la vera criticità! Scegliere sapientemente il collegamento a Internet è fondamentale! Un mio consiglio,  se si sposta anche il Server è il caso di utilizzare linee dati con la tecnologia MPLS, la quale consente di avere la sicurezza di una VPN  e di mantenere la banda minima garantita per tutto il percorso dei pacchetti, o la fibra ottica. Se utilizzate il Cloud solo per il centralino usate un collegamento in fibra ottica.
  5. Se s’interrompe il collegamento a Internet, l’azienda è isolata? Sì, se non s’installa una linea di back upUna cosa da non sottovalutare: se il guasto è nel cavo urbano, anche la linea di back up non funziona. Per questo motivo è consigliabile avere un collegamento su cavo o fibra, e l’altro attraverso ponte radio.
  6. I vantaggi nel passare da un centralino fisico installato nella propria Azienda ad un centralino in “cloud” è quello di non comprare hardware superfluo, si paga un canone per avere un servizio e non un prodotto, si può aggiungere utenti quando si vuole, e il prodotto viene aggiornato costantemente per cui non conosce l’obsolescenza. La criticità sta nel numero di canali VOIP disponibili e della connessione. Facciamo un esempio! Se avessimo un centralino di tipo tradizionale VOIP stand-alone (installato presso il cliente) gli interni che possono chiamare verso l’esterno è dato  dal numero di linee telefoniche attive. Esempio: se avessimo 30 linee (Flusso) trenta interni potrebbero chiamare l’esterno contemporaneamente.

Mentre se utilizziamo il centralino virtuale siamo vincolati dal numero di canali VOIP, e anche se avessimo a disposizione più numeri ne possiamo usufruire solo un numero pari ai canali VOIP a disposizione: anche se oggi si possono avere centralini in Cloud con più di 150 canali voce. Da non trascurare il collegamento dati che deve avere una BMG in grado di sopportare tutti i canali voce.

                 CENTRALINI BASATI SU UN SOFTWARE

I centralini basati su di un software mi avevano lasciato con molti dubbi, ma probabilmente eravamo agli inizi della diffusione del VOIP e si poteva trovare di tutto. Oggi non è più così e v’illustro come esempio il centralino 3CX, un PBX che funziona con telefoni IP basati su standard SIPTruncks SIPGateway VOIP, e il software si può installare su un server dell’ azienda e avere un back up virtualizzato.

Le chiamate sono inviate come pacchetti dati attraverso la rete locale, e quindi non è richiesto alcun cablaggio telefonico separato dalla rete dei computer.

Con l’uso di un gateway VoIP / PSTN, è possibile collegare le linee telefoniche esistenti all’IP PBX per chiamare e ricevere telefonate attraverso una linea PSTN tradizionale. È inoltre possibile utilizzare un Trunk SIP o provider VoIP, che rende facoltativo l’uso di un gateway.

Come funziona il sistema Telefonico IP 3CX

Il sistema è costituito da un server IP PBX (server SIP), uno o più telefoni IP su base SIP e un gateway PSTN/VoIP o un provider VoIP /Trunk SIP.

I telefoni SIP IP, siano essi softphone o telefoni hardware, si registrano al server IP PBX, e quando devono chiamare, chiedono all’IP PBX di stabilire la connessione.

L’IP PBX ha un elenco di tutti i telefoni/clienti, e il loro indirizzo SIP corrispondenti, e collega una chiamata interna o le chiamate esterne con delle rotte predefinite sia tramite un gateway PSTN/VoIP che tramite un provider VoIP.

Il sistema telefonico richiede l’utilizzo di telefoni SIP. Questi telefoni sono basati sul Session Initiation Protocol (SIP), uno standard industriale al quale aderiscono tutti i moderni sistemi IP PBX. Il protocollo SIP definisce come devono essere stabilite le chiamate, in conformità a quanto previsto nella RFC 3261. Il SIP consente la possibilità di combinare IP PBX software, telefoni e gateway. Ciò protegge l’investimento in telefoni hardware. 3CX supporta i più comuni telefoni IP esterni al sistema.