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MANUALI TECNICI

CENTRALINI TELEFONICI VOIP
Un centralino VoIP (Voice over Internet Protocol) è un sistema di comunicazione telefonica che utilizza la rete Internet o altre reti IP per trasmettere le chiamate vocali, anziché le tradizionali linee telefoniche analogiche o digitali. Trasforma le chiamate vocali in pacchetti di dati che vengono inviati tramite una rete IP, consentendo chiamate a basso costo, alta flessibilità e integrazione con altri servizi digitali.

Il funzionamento di un centralino VoIP si basa su alcuni componenti fondamentali:
1.Protocollo Sip o PBX IP: È il cuore del sistema, che gestisce le chiamate, le autenticazioni e le configurazioni. Può essere un software (es. Asterisk, FreePBX) o hardware dedicato.
2.Terminali VoIP: Telefoni IP, softphone (app su PC o smartphone), o gateway analogici/ISDN convertiti in IP.

3.Rete IP: La rete dati (LAN, WAN, Internet) che trasporta i pacchetti vocali.
4.Codec: Algoritmi di compressione audio (es. G.711, G.729), che determinano la qualità e la banda richiesta.
Dal punto di vista tecnico, il SIP è un protocollo di segnalazione a livello applicativo, standardizzato dall’IETF nel documento RFC 3261. È fondamentale comprendere che il SIP non si occupa della trasmissione della voce, ma è responsabile esclusivamente della gestione, dell’avvio e della chiusura delle sessioni.
Ecco i dettagli tecnici del suo funzionamento:
L’Architettura: Chi parla con chi?
Il SIP si basa su un modello client-server, ma in modo distribuito. Gli attori principali sono:
- User Agent (UA): Lo smartphone, il telefono VoIP o il PC. Si divide in Client (chi chiama) e Server (chi riceve).
- Proxy Server: Un intermediario che riceve la richiesta e la inoltra verso la destinazione corretta.
- Registrar Server: Un database che “sa” dove ti trovi. Quando il tuo telefono si connette al Wi-Fi, invia un messaggio al Registrar dicendo: “Ehi, l’utente Mario è raggiungibile all’indirizzo IP 192.168.1.X”.
Il Messaggio SIP: Simile all’HTTP
Se hai mai visto il codice di una pagina web, il SIP ti sembrerà familiare. È un protocollo testuale (non binario). Un tipico invito a iniziare una chiamata appare così:
- INVITE sip:mario@esempio.it SIP/2.0
- Via: SIP/2.0/UDP 10.1.1.1:5060
- From: “Luigi” <sip:luigi@esempio.it>
- To: “Mario” <sip:mario@esempio.it>
Nota Tecnica: Il SIP usa solitamente la porta 5060 (UDP o TCP) per la segnalazione.
Il Flusso della Chiamata (Handshake)
Immaginate una telefonata tra Luigi e Mario. Ecco cosa succede “sotto il cofano”:
- INVITE: Luigi invia un pacchetto INVITE al server.
- 100 Trying / 180 Ringing: Il server risponde che sta cercando Mario e che il telefono di Mario sta squillando.
- 200 OK: Mario risponde alla chiamata.
- ACK: Luigi conferma di aver ricevuto la risposta. Solo a questo punto la sessione è stabilita.

La Separazione dei Piani: SIP vs RTP
Questo è il punto tecnico più critico. Una volta che il SIP ha “messo in contatto” i due utenti, esso si fa da parte.
- Piano di Controllo (SIP): Gestisce squilli, attese e chiusura (il “citofono”).
- Piano Media (RTP): La voce vera e propria viaggia su un protocollo diverso chiamato RTP (Real-time Transport Protocol). I pacchetti voce non passano necessariamente dal server SIP, ma fluiscono direttamente tra i due interlocutori per ridurre la latenza.
La Negoziazione: Il protocollo SDP
Come decidono i due telefoni quale codec usare (alta qualità o risparmio dati)? All’interno del pacchetto SIP è contenuto l’SDP (Session Description Protocol). È una sorta di “contratto” in cui i due dispositivi si dicono: “Io parlo italiano e inglese, tu?” – “Io parlo solo inglese” – “Ok, allora usiamo l’inglese”. Tecnicamente, negoziano i Codec (come G.711 o G.729).
Perché il SIP è così rivoluzionario?
- Indipendenza dall’hardware: Può girare su qualsiasi dispositivo IP.
- Mobilità: Puoi spostare il tuo telefono in un altro ufficio e, finché c’è internet, manterrai lo stesso numero.
- Multimedialità: Gestisce video, chat e condivisione file con la stessa logica della voce.
CONFIGURARE UN ACCOUNT SIP
Configurare un account SIP su un software (comunemente chiamato Softphone, come Zoiper, Linphone o MicroSIP) è un processo che traduce i concetti teorici che abbiamo visto in parametri pratici.
Ecco i passaggi tecnici e i dati necessari per rendere operativo un interno telefonico o un numero VoIP.
I Dati Necessari (Le Credenziali)
Per configurare il client, il tuo provider VoIP o il tuo centralino aziendale (PBX) deve fornirti quattro parametri fondamentali:
- SIP User ID / Username: Spesso coincide con il numero di telefono o l’interno (es. 201).
- Password: Una stringa alfanumerica sicura.
- Domain / Registrar: L’indirizzo IP o il nome DNS del server SIP (es. voip.provider.it o 192.168.1.50).
- Auth Name (Opzionale): Un nome identificativo per l’autenticazione, spesso uguale allo Username.
ESEMPIO DI CONFIGURAZIONE SU MICROSIP
MicroSIP ( è una semplice applicazione che ti permette di effettuare chiamate attraverso qualsiasi account SIP) è uno dei client più leggeri e utilizzati in ambito tecnico per testare le linee. Ecco come appare la schermata di configurazione:
- Account Name: Un nome a tua scelta (es. “Ufficio”).
- SIP Server: sip.tuoprovider.it
- SIP User: 021234567 (il tuo numero).
- Domain: sip.tuoprovider.it
- Login: user_autenticazione
- Password: ********
- Transport: Solitamente impostato su UDP (più veloce per la voce), ma può essere TCP o TLS (per chiamate criptate).
Parametri Avanzati: Codec e Network
Una volta inseriti i dati base, si passa alla raffinazione tecnica nelle impostazioni avanzate:
Selezione dei Codec
Qui si decide come la voce viene compressa. In un ambiente software puoi solitamente trascinare i codec in ordine di priorità:
- G.711 (alaw/ulaw): Alta qualità, nessuna compressione, occupa circa 80-90 kbps. È lo standard della telefonia fissa.
- G.729: Alta compressione, occupa solo 8 kbps. Ideale se la connessione internet è instabile o limitata.
- Opus: Il re dei codec moderni, adattivo e con qualità cristallina.
Il problema del NAT (Keep-alive)
Poiché il protocollo SIP viaggia su internet, spesso il tuo PC è collegato a un router (NAT). Se il router “chiude la porta” dopo un po’, smetterai di ricevere chiamate.
- STUN Server: Si usa un server esterno per aiutare il software a capire il proprio indirizzo IP pubblico.
- Keep-alive: Il software invia piccoli pacchetti “vuoti” ogni 20-30 secondi per dire al router: “Ehi, tieni aperta questa porta, sono ancora qui!”.
Verifica della Registrazione
Dopo aver cliccato “Salva”, il software avvia il processo di REGISTER che abbiamo descritto prima.
- Se vedi “Online” o un’icona verde: Il server ha accettato le tue credenziali (200 OK).
- Se vedi “403 Forbidden”: La password o lo username sono errati.
- Se vedi “Request Timeout”: Il software non riesce a raggiungere il server (problema di rete o firewall).
PROTOCOLLO DI SICUREZZA
Garantire la sicurezza in una rete VoIP è cruciale perché, a differenza della vecchia linea analogica (dove bisognava “attaccarsi” fisicamente ai cavi), i pacchetti IP viaggiano su reti pubbliche e possono essere intercettati da chiunque abbia accesso ai nodi di rete tramite tecniche di sniffing.
Per proteggere una conversazione, la sicurezza agisce su due fronti separati: la segnalazione (chi chiama chi) e il flusso audio (cosa ci si dice).
Proteggere la Segnalazione: SIPS (TLS)
Il primo passo è impedire che un malintenzionato possa vedere i metadati della chiamata (numeri chiamati, identità degli utenti).
- Tecnica: Si utilizza il TLS (Transport Layer Security), lo stesso protocollo che protegge la navigazione web (HTTPS).
- Funzionamento: Invece del normale protocollo SIP sulla porta 5060, si usa il SIPS (Secure SIP) solitamente sulla porta 5061.
- Risultato: Tutti i messaggi di controllo (INVITE, BYE, etc.) vengono criptati tramite certificati digitali. Nessun estraneo può vedere chi stai chiamando.
Proteggere l’Audio: SRTP
Criptare il SIP non basta: se l’audio viaggia in chiaro (RTP standard), un hacker potrebbe comunque ricostruire il file audio dai pacchetti catturati.
- Tecnica: Si utilizza il SRTP (Secure Real-time Transport Protocol).
- Cifratura: L’algoritmo standard utilizzato è l’AES (Advanced Encryption Standard), solitamente a 128 o 256 bit.
- Risultato: Anche se qualcuno intercettasse i pacchetti voce, sentirebbe solo rumore bianco indecifrabile.
Lo scambio delle chiavi: ZRTP e SDES
Il problema tecnico più complesso è: come fanno i due telefoni a scambiarsi la chiave di cifratura senza che qualcuno la intercetti durante il passaggio?
Esistono due metodi principali:
- SDES (SRTP Destination Security): La chiave viene scambiata all’interno del messaggio SIP (protetto da TLS). È il metodo più usato dai provider aziendali.
- ZRTP: Inventato da Phil Zimmermann (il creatore di PGP). Non si fida della rete. I due telefoni scambiano le chiavi direttamente sul canale audio usando un protocollo chiamato Diffie-Hellman.
- Verifica: Per evitare attacchi “Man-in-the-Middle”, sullo schermo dei due telefoni appare un codice di due parole (es. “Gatto – Luna”). Se entrambi gli utenti leggono le stesse parole a voce, la connessione è sicura al 100%.
Difesa della Centrale: SBC (Session Border Controller)
Oltre alla cifratura dei dati, le centrali moderne usano un componente hardware/software chiamato SBC. È il “Bodyguard” della rete VoIP e si occupa di:
- DDoS Protection: Impedisce che un attacco informatico mandi in crash il centralino inondandolo di richieste.
- Topology Hiding: Nasconde la struttura interna della rete aziendale all’esterno.
- Firewall SIP: Ispeziona ogni pacchetto per assicurarsi che sia un comando telefonico legittimo e non un tentativo di hacking.
Sintesi della protezione “End-to-End”
Per avere una sicurezza totale, una chiamata moderna segue questo schema:
- Autenticazione: Lo User Agent deve autenticarsi con username e password criptate (Digest MD5/SHA).
- Canale SIPS (TLS): Protegge i messaggi di setup.
- Canale SRTP (AES): Protegge il flusso della voce.
- VPN (Opzionale): Per una protezione ulteriore, il telefono può creare un tunnel criptato verso l’azienda prima ancora di iniziare la sessione SIP.
RIASSUNTO
Processo di una chiamata VoIP:
- Quando un utente effettua una chiamata, il suo telefono IP si connette al server PBX, che , attraverso il protocollo SIP, verifica le credenziali e instrada la chiamata al destinatario.
- La voce viene codificata tramite un codec e divisa in pacchetti di dati.
- Questi pacchetti viaggiano attraverso la rete IP fino a raggiungere il destinatario, che li decodifica e riproduce.


Vantaggi dei Centralini VoIP
- Riduzione dei Costi: Le chiamate interne sono gratuite e le chiamate esterne, specialmente a lunga distanza o internazionali, hanno costi inferiori rispetto alle linee tradizionali.
- Flessibilità e Scalabilità: È facile aggiungere o rimuovere utenti e funzioni.
- Integrazione con altri servizi: Email, CRM, videoconferenze, messaggi vocali, sistemi di risposta automatica.
- Mobilità: Gli utenti possono usare telefoni IP o softphone ovunque ci sia internet.
- Gestione Centralizzata: Configurazione e manutenzione più semplice rispetto ai sistemi tradizionali.
Esempi di utilizzo di Centralini VoIP
- Azienda con più sedi
Una multinazionale può usare un centralino VoIP per centralizzare le chiamate tra sedi diverse, riducendo i costi di chiamata interna e migliorando la comunicazione. Ogni sede può avere telefoni IP collegati alla rete aziendale e un PBX centrale che gestisce tutte le chiamate.

- Call Center
Un call center può implementare un centralino VoIP con funzionalità di automazione (IVR), distribuzione automatica delle chiamate (ACD), e integrazione con sistemi CRM per migliorare la produttività.
- Piccole aziende o studi professionali
Per una piccola attività, un centralino VoIP può essere installato su un server dedicato o cloud, con telefoni IP economici, offrendo funzionalità avanzate come segreteria telefonica, trasferimento chiamate, e numeri virtuali.

Componenti principali di un sistema VoIP
PBX IP / Centralino VoIP: Software o hardware che gestisce le chiamate e le funzionalità.
Telefonia IP (IP Phones): Telefoni dedicati che si collegano alla rete IP.
Softphone: Software installato su PC o smartphone per effettuare chiamate VoIP.
Gateway VoIP: Convertitore tra linee analogiche/ISDN e rete IP.
SIP Trunk: Connessione tra il PBX e il provider VoIP via internet.

Provider VoIP: Aziende che offrono servizi di telefonia VoIP (es. Vonage, 3CX, RingCentral).
Tecnologie e protocolli utilizzati
- SIP (Session Initiation Protocol): Il protocollo principale per l’instaurazione e gestione delle chiamate.
- RTP (Real-time Transport Protocol): Trasporta i pacchetti audio/video durante la chiamata.
- Codec (G.711, G.729, Opus): Compressione audio per ottimizzare banda e qualità.
Vantaggi rispetto ai centralini tradizionali
- Costi inferiori: meno spese per linee telefoniche dedicate.
- Flessibilità: possibilità di usare numeri virtuali, numeri geografici diversi.
- Integrazione: facile integrazione con sistemi di gestione clienti, email, videoconferenza.
- Mobilità: lavorare da remoto senza problemi di linea.
- Aggiornamenti e manutenzione: più semplice e veloce.

Esempio pratico: installazione di un centralino VoIP con Asterisk
Supponiamo un’azienda che desidera un sistema VoIP:
- Hardware: un server dedicato con Asterisk installato.
- Telefonia: telefoni IP collegati alla rete locale.
- Configura il PBX: definire utenti, numeri interni, regole di chiamata.
- Provider VoIP: sottoscrizione di un servizio SIP Trunk.
- Configurazione: impostare gli account SIP sui telefoni e nel PBX.
- Funzionalità: segreteria, trasferimenti, conferenze, chiamate in attesa.
Risultato: chiamate gratuite tra dipendenti, costi ridotti per chiamate esterne, possibilità di integrare con CRM e altri sistemi.
Considerazioni
I centralini con tecnologia VoIP rappresentano oggi la soluzione più flessibile, economica e moderna per le comunicazioni aziendali. La loro implementazione può variare da sistemi semplici per piccole imprese a infrastrutture complesse per grandi aziende multinazionali. La scelta del sistema dipende dalle esigenze specifiche, dalla dimensione dell’azienda e dal livello di integrazione desiderato.
La tecnologia VOIP fu agevolata nella sua diffusione dai gestori telefonici che diedero la possibilità alla clientela di sottoscrivere contratti per collegamenti xDSL sempre connessi alla rete Internet a un costo prefissato. E alla contemporanea scoperta di nuovi algoritmi di compressione audio.
L’interesse delle aziende e dei privati era originato dal risparmio che si poteva avere sulle chiamate, soprattutto a lunga distanza. Per gli operatori e i tecnici, l’interesse si era focalizzato sulla progressiva convergenza, su di un’unica rete, dei servizi Internet e di telefonia.

Il sistema VOIP, oltre alla telefonia, consente di utilizzare sistemi di comunicazione alternativi come il voice-mail e unified messaging integrando la telefonia con la messaggistica, mentre Mail, e fax sono gestibili e archiviabili direttamente dall’ interfaccia web.
La videoconferenza, l’application sharing, e Whiteboarding, sono alcuni degli impieghi che migliorano l’interazione e l’operatività a tutti i livelli.
Anche il risparmio è un elemento del successo, anche se bisogna tenere conto che la bontà delle comunicazioni dipende in gran parte dalla qualità della linea.
Avere una connessione ADSL in modalità Fast e non Interleaved, e che abbia una sufficiente larghezza di banda (ogni canale voce occupa 32 Kbps), sono condizioni indispensabili per una buona qualità, anche se oggi con le linee su fibra ottica la qualità è sicuramente migliore.
Con il servizio VOIP è possibile usufruire di un numero telefonico geografico e trasportabile senza utilizzare il cellulare o il personal computer. In alcuni casi si può usufruire della number portability che è il numero di telefono utilizzato sulla linea fissa.
Un chiarimento! Se l’ADSL si appoggia a una linea telefonica, il fornitore del servizio VOIP attribuirà al cliente un numero geografico supplementare, e avrete a disposizione due linee indipendenti, se invece la linea che si collega a Internet è solo dati: il numero geografico sarà l’unico disponibile.
Inoltre bisogna tenere in considerazione che se avete un’ADSL, e questa, come nel caso di TIM (Telecom Italia), è vincolata alla linea telefonica, e la volete cessare per utilizzare solo quella su VOIP, non si può fare: in quanto sarebbero sospese entrambe.
A mio parere dividerei i centralini VOIP in:
- Virtuali, e si trovano nel Cloud ,
- Stand-Alone, l’apparato è fisicamente presso l’azienda,
- Trunking, si utilizza le funzioni del centralino già in essere presso la sede del cliente, che verrà collegato alla piattaforma Cloud di TIM per gestire le chiamate voce in modalità VoIP,
- Gestiti da un software.
CENTRALINO IN CLOUD
Se si utilizza un centralino virtuale (Cloud) le conversazioni telefoniche avvengono attraverso dei canali VOIP che transitano su di un collegamento dati, e tutti i servizi di un centralino tradizionale sono erogati dal cloud.

In generale se si opta per un centralino VoIP in Cloud la rete aziendale la possiamo considerare come l’insieme di tre aree distinte:
- la prima area riguarda la LAN aziendale sulla quale verranno collegati i telefoni IP, i PC, le Stampanti, il Router, etc.

- La seconda area riguarda il collegamento a Internet, e la scelta è molto importante, in quanto la velocità dei dati e la banda minima garantita deve essere in funzione al numero dei canali VOIP che si intende utilizzare.


L’installazione degli apparati e i collegamenti nelle tre aree, di solito, sono svolte dal gestore telefonico, a parte la LAN che nella maggioranza dei casi è il cliente a gestirla, con l’esclusione dei telefoni.
Ora vi descrivo cosa serve se volete avere a disposizioni più postazioni telefoniche per comunicare sia con i telefoni interni all’azienda, sia con i telefoni esterni.
- Un collegamento dati che abbia una BMG adeguata sia per i dati che per i canali VoIP
- Un Router
- Un indirizzo IP statico pubblico
- Centralino virtuale
- Canali VoIP
- Numerazione VoIP
- Telefoni IP
- Gli applicativi per la gestione dei servizi
CENTRALINI VOIP STAND-ALONE
Nel centralino stand-alone i collegamenti alla rete telefonica generale e a Internet, possono essere:
- Separati


- Integrati

E questo tipo di centralino può integrare in un’unica apparecchiatura sia la voce, che i dati, utilizzando un software installato su di un router. Come esempio mi sono basato su un sistema Cisco , ( vedi spiegazione impianto).
L’apparecchiatura è in grado di ricevere, e inviare chiamate, utilizzando linee digitali (ISDN), linee analogiche (POTS), e/o attraverso un supporto VoIP.
Essendo il software del centralino installato in un router, l’apparato permette di avere a disposizione anche i servizi di rete virtuale (LAN), Firewall, Fax, e molti altri.
Anche in questo caso per scegliere la macchina con l’equipaggiamento giusto, è necessario sapere quante linee telefoniche servono, il numero di telefoni analogici, e quanti quelli VOIP. E, in funzione di questo, si deve predisporre i punti di cablaggio strutturato, tenendo anche conto degli apparati dati che si vogliono installare.
Se fosse necessario collegare delle sedi periferiche, questi tipi di centralini si prestano molto bene in termini di costi e tecnici.
Per fare un esempio: le linee telefoniche s’installerebbero solo nella sede centrale e si avrebbe un numero telefonico unico. Poi, predisponendo un piano di numerazione unico, le chiamate sarebbero deviate automaticamente agli interni delle varie sedi, e per non rimanere isolati, nel caso di un guasto sulla linea xDSL , si potrebbe installare una linea analogica in ogni sede.

Nel caso descritto, il software del centralino è installato in un router, ma esistono anche centralini IPBX che, come quelli tradizionali, le schede sono allocate in un Rack.

Gli IPBX si possono considerare come dei server che integrano voce, dati, e internet in un unico sistema. E sono nella maggioranza dei casi modulari, partendo dai cabinet che si possono interconnettere tra loro aumentando la capacità delle linee telefoniche, dei telefoni interni, e dei servizi.

ALCUNE OSSERVAZIONI SULLE DIFFERENZE TRA UN CENTRALINO IN CLOUD E STAND ALONE
La tendenza degli operatori telefonici, penso, sia quella di trasformarsi in provider di servizi di comunicazione digitale integrata, svincolandosi dall’hardware e focalizzarsi su una nuova rete digitale sostenuta dal Cloud. Anche se, all’evoluzione della struttura delle reti, dovrà affiancarsi una visione delle aziende più incline alle nuove tecnologie.
Perciò, se si sceglie il Cloud, in casa del cliente, ci sarà sempre meno hardware e questo sarà messo a disposizione dal fornitore che lo assegnerà velocemente grazie a procedure automatizzate. Le risorse saranno condivise con altri utenti lasciando al cliente finale solo una parte della configurazione.
Quello che vediamo nella figura 1 è un’azienda con tutta la tecnologia in loco,
Fig. 1


mentre nella figura 2, è la stessa azienda che ha deciso di spostare tutto (Centralino e Server) nel Cloud Computig, e sono evidenziate tre aree: la LAN aziendale (A), il collegamento a Internet (B), e il Cloud (C).
Fig. 2

Analizzando per ogni area le ovvie obiezioni che i clienti porranno, si capirà quali sono i vantaggi e quali le criticità.
Le obiezioni:
- Se tutti i dati sono spostati nel Cloud non si avrà più il controllo della tecnologia?
- E’ più sicuro avere i dati nel Cloud o mantenerli in loco?
- I dati nel Cloud potrebbero essere più vulnerabili allo spionaggio industriale?
- Si avrà la stessa velocità di trasmissione che si aveva sulla LAN aziendale?
- Se si dovesse interrompere la linea dei dati, l’azienda resterebbe isolata?
- Nel caso del centralino perché dovrei scegliere uno in Cloud?
Penso che di obiezioni ce ne potrebbero essere altre, ma soffermiamoci su queste sei.
In linea generale si evince che non avere il controllo del sistema crea paure e diffidenza, e questo scoglio potrà essere superato se con i clienti si è professionali e chiari su tutti i punti, difficilmente un responsabile EDP metterà in pericolo la sua carriera se non è convinto che la proposta porti dei benefici senza creare problemi all’efficienza aziendale.
Ora analizziamole, partendo dalla prima.
- Trasportare tutti i dati nel Cloud è una visione strategica che libera risorse addette alla manutenzione dell’hardware, e queste potrebbero essere impiegate a migliorare i processi aziendali. Così facendo si risparmierebbero risorse economiche da utilizzare per la crescita del business.
- I dati siano più sicuri nel Cloud o in loco? A mio parere in nessuno dei due al cento per cento, ma se dovessi scegliere; direi nel Cloud. Per evitare intrusioni e furti informatici è necessario un lavoro continuo da parte di esperti con costi elevati.
- I dati nel Cloud sono vulnerabili allo spionaggio industriale? Penso che sia una delle preoccupazioni principali e vale quanto detto nella risposta precedente. In tutti i casi, l’azienda è l’unica che abbia i diritti di proprietà e per la loro consultazione, e ci sono delle regole severissime che consentono di evitare fughe di notizie riservate.
- La velocità della trasmissione dei dati sarà la stessa? Qui penso che ci sia la vera criticità! Scegliere sapientemente il collegamento a Internet è fondamentale! Un mio consiglio, se si sposta anche il Server è il caso di utilizzare linee dati con la tecnologia MPLS, la quale consente di avere la sicurezza di una VPN e di mantenere la banda minima garantita per tutto il percorso dei pacchetti, o la fibra ottica. Se utilizzate il Cloud solo per il centralino usate un collegamento in fibra ottica.
- Se s’interrompe il collegamento a Internet, l’azienda è isolata? Sì, se non s’installa una linea di back up. Una cosa da non sottovalutare: se il guasto è nel cavo urbano, anche la linea di back up non funziona. Per questo motivo è consigliabile avere un collegamento su cavo o fibra, e l’altro attraverso ponte radio.
- I vantaggi nel passare da un centralino fisico installato nella propria Azienda ad un centralino in “cloud” è quello di non comprare hardware superfluo, si paga un canone per avere un servizio e non un prodotto, si può aggiungere utenti quando si vuole, e il prodotto viene aggiornato costantemente per cui non conosce l’obsolescenza. La criticità sta nel numero di canali VOIP disponibili e della connessione. Facciamo un esempio! Se avessimo un centralino di tipo tradizionale o VOIP stand-alone (installato presso il cliente) gli interni che possono chiamare verso l’esterno è dato dal numero di linee telefoniche attive. Esempio: se avessimo 30 linee (Flusso) trenta interni potrebbero chiamare l’esterno contemporaneamente.
Mentre se utilizziamo il centralino virtuale siamo vincolati dal numero di canali VOIP, e anche se avessimo a disposizione più numeri ne possiamo usufruire solo un numero pari ai canali VOIP a disposizione: anche se oggi si possono avere centralini in Cloud con più di 150 canali voce. Da non trascurare il collegamento dati che deve avere una BMG in grado di sopportare tutti i canali voce.
CENTRALINI BASATI SU UN SOFTWARE
I centralini basati su di un software mi avevano lasciato con molti dubbi, ma probabilmente eravamo agli inizi della diffusione del VOIP e si poteva trovare di tutto. Oggi non è più così e v’illustro come esempio il centralino 3CX, un PBX che funziona con telefoni IP basati su standard SIP, Truncks SIP, Gateway VOIP, e il software si può installare su un server dell’ azienda e avere un back up virtualizzato.
Le chiamate sono inviate come pacchetti dati attraverso la rete locale, e quindi non è richiesto alcun cablaggio telefonico separato dalla rete dei computer.
Con l’uso di un gateway VoIP / PSTN, è possibile collegare le linee telefoniche esistenti all’IP PBX per chiamare e ricevere telefonate attraverso una linea PSTN tradizionale. È inoltre possibile utilizzare un Trunk SIP o provider VoIP, che rende facoltativo l’uso di un gateway.
Come funziona il sistema Telefonico IP 3CX
Il sistema è costituito da un server IP PBX (server SIP), uno o più telefoni IP su base SIP e un gateway PSTN/VoIP o un provider VoIP /Trunk SIP.
I telefoni SIP IP, siano essi softphone o telefoni hardware, si registrano al server IP PBX, e quando devono chiamare, chiedono all’IP PBX di stabilire la connessione.
L’IP PBX ha un elenco di tutti i telefoni/clienti, e il loro indirizzo SIP corrispondenti, e collega una chiamata interna o le chiamate esterne con delle rotte predefinite sia tramite un gateway PSTN/VoIP che tramite un provider VoIP.

Il sistema telefonico richiede l’utilizzo di telefoni SIP. Questi telefoni sono basati sul Session Initiation Protocol (SIP), uno standard industriale al quale aderiscono tutti i moderni sistemi IP PBX. Il protocollo SIP definisce come devono essere stabilite le chiamate, in conformità a quanto previsto nella RFC 3261. Il SIP consente la possibilità di combinare IP PBX software, telefoni e gateway. Ciò protegge l’investimento in telefoni hardware. 3CX supporta i più comuni telefoni IP esterni al sistema.
